Letture ad alta voce.
A cura dell'associazione "Giro di voci".
Il sonno è stato sin dalla notte dei tempi un mistero affascinante.
La saggezza antica ne riconosceva il potere risanatore e considerava i sogni il linguaggio simbolico dell’individuo. Le visioni e le immagini sognate erano messaggi inviati dagli dei, oppure da antenati o spiriti, per ammonire, consolare, consigliare il dormiente.
Con il passare dei secoli, molto è cambiato nelle culture del mondo. Oggi ci sono le neuroscienze, che spiegano il sonno come condizione temporanea e periodica di sospensione della coscienza che permette il riposo fisico e psichico durante il quale il corpo recupera energia. A queste si affiancano le discipline psicologiche che analizzano e interpretano i sogni come segnali dei desideri e pulsioni dell’inconscio. Tuttavia anche questi scienziati, pur usando ricerche e tecnologie d’avanguardia, concordano su quanto oscura e intricata sia la sostanza del nostro cervello.
Per noi gente comune, rimane l’arcano dei sogni che facciamo, dei quali siamo spesso registi-interpreti ma che al risveglio, ricordiamo poco e male, magari con qualche turbamento.
La risposta poetica alla questione ce la svela il grande Shakespeare:
“I sogni sono impalpabili e per natura incerti. Appaiono e si dileguano come attori sul palcoscenico della nostra vita onirica. Noi siamo fatti della stessa materia dei sogni. Una natura effimera ma anche magica, nati dal nulla ci muoviamo leggeri sulla scena del mondo e ciò che ci anima e muove e’ un mistero celato in quella materia.”
Ingresso libero. Gradita la prenotazione inviando una mail a bibliotecagalluzzo@comune.fi.it