Giorno del Ricordo 2026

Incontri, testimonianze e una mostra alla Biblioteca delle Oblate per riflettere sulla storia del confine orientale e dell’esodo giuliano-dalmata

Nel mese di febbraio celebriamo il Giorno del Ricordo con un programma di iniziative culturali e di approfondimento storico ospitate dalla Biblioteca delle Oblate, luogo simbolico della vita culturale cittadina e presidio attivo della memoria del Novecento. Attraverso incontri, presentazioni e una mostra storico-fotografica, la Biblioteca propone momenti di riflessione dedicati alle vicende del confine orientale, dell’esodo giuliano-dalmata e alle complesse eredità lasciate dalla Seconda guerra mondiale.

La Biblioteca delle Oblate conserva un importante fondo documentario dedicato alla storia e alla cultura giuliana, istriana, fiumana e dalmata, frutto di donazioni e lasciti che testimoniano il profondo legame tra la città e le comunità degli esuli accolti nel secondo dopoguerra. Un patrimonio che rende le Oblate un luogo particolarmente significativo per ospitare le iniziative legate al Giorno del Ricordo.

Il programma offre un'anteprima mercoledì 5 febbraio alle ore 17, nella Sala storica Dino Campana, con la presentazione del volume di Tommaso Piffer, Sangue sulla Resistenza. Storia dell’eccidio di Porzûs (Mondadori, 2025). L’incontro, promosso dall’Istituto Storico Toscano della Resistenza e dell’Età contemporanea, affronta uno degli episodi più controversi della storia della Resistenza italiana, l’eccidio avvenuto il 7 febbraio 1945 alle malghe di Porzûs, nel contesto delle tensioni politiche e militari del confine orientale. Attraverso un imponente lavoro di ricerca archivistica, che incrocia per la prima volta documenti italiani e sloveni, l’autore ricostruisce responsabilità, dinamiche e contesto di quello che fu il più grave scontro interno alla Resistenza, offrendo nuovi elementi di lettura su una vicenda che continua a interrogare la storiografia e la memoria pubblica. L’incontro è introdotto e coordinato da Matteo Mazzoni, direttore ISRT, e vede il dialogo con Simone Malavolti e Francesca Cavarocchi.

Il 10 febbraio, data simbolo del Giorno del Ricordo, la Biblioteca ospita nella sala conferenze Sibilla Aleramo, a partire dalle 9.30, l’iniziativa “Firenze, città dell’accoglienza dell’Esodo”, rivolta alle scuole. L’incontro propone un percorso originale che privilegia la testimonianza diretta e l’esperienza emotiva rispetto alla tradizionale lezione storiografica, con l’obiettivo di rendere la storia viva attraverso il passaggio di memoria tra generazioni. Al centro dell’iniziativa vi è il racconto di tre generazioni legate dalla storia dell’esodo e dall’esperienza del Centro Raccolta Profughi di Sant’Orsola, luogo chiave dell’accoglienza fiorentina nel dopoguerra. Dopo i saluti istituzionali, il pubblico sarà accompagnato in un’esperienza immersiva attraverso l’ascolto del podcast “Dominae. Sorelle, compagne, vicine – Voci da Sant’Orsola”, prodotto dal Museo Sant’Orsola di Firenze, affiancato dalla proiezione di immagini che ricostruiscono visivamente quel contesto storico. La memoria diretta dell’esilio, il racconto dell’eredità familiare e lo sguardo delle nuove generazioni si intrecciano nelle testimonianze di Teodora Moscarda, Roberto Godena e Lorenzo Gorgoni, con la musica come ulteriore linguaggio capace di trasformare la memoria in espressione culturale.

Il calendario si conclude martedì 17 febbraio alle ore 15.30, con l’inaugurazione della mostra storico-fotografica “Tu lascerai ogni cosa diletta più caramente. L’esilio dei Giuliano-Dalmati alla fine del secondo Conflitto Mondiale”, allestita nella Sala conferenze Sibilla Aleramo. La mostra racconta, attraverso immagini e documenti, la vicenda dei circa 350.000 italiani costretti ad abbandonare le proprie terre alla fine della guerra, restituendo volti, storie e percorsi di vita segnati dallo sradicamento e dalla necessità di ricostruire un futuro lontano dalle proprie radici. Il confine orientale emerge come spazio fisico e simbolico di frattura, crocevia di culture, identità e conflitti che hanno segnato profondamente la storia italiana ed europea. I contenuti espositivi, curati dall’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, dal Coordinamento Adriatico APS e dal Centro di Documentazione Multimediale della cultura giuliana, istriana, fiumana e dalmata di Trieste, sono stati presentati negli anni in importanti contesti nazionali e internazionali. La mostra sarà visitabile fino al 28 febbraio 2026.

Tutte le iniziative sono a ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili, salvo l’incontro del 10 febbraio riservato alle scuole. Per informazioni è possibile contattare la Biblioteca delle Oblate al numero 055 2616512 o scrivere a bibliotecadelleoblate@comune.fi.it.

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