Incontro su Carla Lonzi con Maria Luisa Boccia
L’Istituto Gramsci Toscano in collaborazione con Per Un Nuovo Mondo Comune, Società Filosofica Italiana – sezione di Firenze e Biblioteca delle Oblate presenta il ciclo di conferenze “Rileggere i classici per migliorare il presente”.
“Da qualche parte bisogna pur cominciare a demolire le false identità che stanno appiccicate alle donne come un sudario, e è una sorpresa accorgersi che nel fare questo si rischia di trascinare con sé tutto il castello di false identità che reggono il tessuto sociale". Carla Lonzi, “Taci, anzi parla. Diario di una femminista”, 1978.
Sentendo oggi come non mai il bisogno di abbeverarci alla fonte del pensiero saggio, acutissimo e implacabile di Carla Lonzi (1931-1982) - cui è dedicata una delle sale di lettura della Biblioteca delle Oblate – in occasione dell’evento di approfondimento sulla sua opera, ideato dall’Istituto Gramsci, e curato da Maria Luisa Boccia, proponiamo una sua poesia e alcuni passi dei suoi saggi, la sua voce coraggiosa e affilata, la sua scrittura lucidissima e appassionata, nonché alcuni preziosissimi stralci di autrici che la raccontano.
“Una parola omnicomprensiva
irremovibile che detta
diventi materia dura.
Terra o pietra.
Che io la veda
la tocchi, poi.
Materia non risonante”.
Da “Scacco ragionato Poesie dal ’58 al ’63". Scritti di Rivolta femminile, 1985.
Tra le creatrici del femminismo mondiale, filosofa, scrittrice, critica d’arte capace di squadernare il ruolo maschiocentrico cristallizzato della critica, poeta - Lonzi nasce a Firenze nel 1931, dove si laurea in storia dell’arte con Roberto Longhi. Il suo pensiero è cuore del movimento internazionale delle donne, e da lei germina, all’interno dell’esperienza del Gruppo di Rivolta femminile, la pratica dell’autocoscienza, unitamente al I Manifesto di Rivolta Femminile (luglio del 1970), da lei redatto insieme a Carla Accardi e Elvira Banotti:
“La differenza tra psicoanalisi e autocoscienza tra donne, io conosco solo la seconda, quindi non lo so. Credo che l’importante sia la fiducia che l’altro voglia che tu sia te stessa. Trovare questo altro è decisivo. Nel femminismo è reciproco: io sono l’altro per l’altra e lei è l’altro per me. Ma può non succedere. Mi considero fortunata che mi sia successo e nello stesso tempo so che l’ho provocato…Come vedi la fissazione su un’altra donna o tra donne può avere motivi ben diversi da quelli sessuali. Esprime un bisogno di identificazione nella conferma che solo una affine a te può darti cancellando così i tremendi sensi di colpa che ti può aver lasciato chi non ti capiva né ti accettava”.
Da “Significato dell’autocoscienza nei gruppi femministi”, 1972
“Le parole di Carla Lonzi possono essere considerate, senza esagerazione alcuna, come assolutamente fondamentali e storiche. Sono, in ogni caso, uno dei momenti fondatori di una storia delle donne, e precedono gli scritti teorici delle anglosassoni. Sono sovente più ispirate e radicali”. Michèle Causse, “Ecrits, voix d’Italie”, Editions des Femmes: Paris, 1977.
"Dunque lei era più avanti degli altri? O meglio: ‘Essere più avanti degli altri è una colpa?’, così le aveva domandato la giornalista […]. ‘No, non è una colpa, è una solitudine’ aveva risposto lei. ‘D’altra parte per affermare qualcosa di autentico, dovevo sganciarmi dal bisogno femminile di approvazione. Dovevo affermare tutto sul nulla. Dovevo fare tabula rasa’. ‘Consideri che la de Beauvoir abbia fatto un po’ la stessa cosa?’ ‘No, assolutamente. Lei faceva parte della cultura. Era inserita. Anzi si costruì tutta sull’unica immagine che l’uomo era in grado di riconoscere: quella offerta da lui ’. ‘Tu invece hai cercato di smontare tutto’. ‘Sì, fino ad arrivare al vuoto. In realtà era solo su quel vuoto – che era me stessa – che potevo ascoltare finalmente la mia voce interiore’. ‘E poi?’ ‘Non so… però credo che solo dopo aver ascoltato la voce interiore, si possono ascoltare tutti gli interlocutori possibili’. ‘Cosa intendi per interlocutori?’ fece la ragazza che lanciava i suoi strali. ‘Qualcuno che puoi ascoltare senza farti influenzare, avendo il tuo appiglio saldo in te stessa”.
Grazia Livi, “Carla Lonzi Il testimone”, in “Le lettere del mio nome”, La Tartaruga Edizioni: Milano, 1992.
Coordina l'incontro Anna Scattigno
Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili. Per informazioni telefonare al numero 055 2616512 oppure scrivere all'indirizzo bibliotecadelleoblate@comune.fi.it
È possibile seguire gli incontri in streaming sul canale YouTube dell'Istituto Gramsci Toscano
L'iniziativa si terrà nella Sala conferenze Sibilla Aleramo