Al Forte Belvedere rinasce “la linea degli ulivi”: l’opera di Dani Karavan diventa permanente nel segno di Giorgio La Pira e della pace
Un’antica fortezza difensiva che si trasforma definitivamente in un avamposto di dialogo, memoria e fratellanza tra i popoli. Al Forte Belvedere torna a splendere “La linea della pace – La linea degli ulivi”, capolavoro d’arte ambientale del maestro israeliano Dani Karavan (1930-2021).
Nata nel 1978 nell'ambito del progetto “Ambienti per la pace” — che collegava idealmente il Forte al Castello dell’Imperatore di Prato — l’opera consisteva in un filare di alberi d'ulivo pensati per dialogare con la geometria della fortezza medicea e il paesaggio toscano. Oggi, per la prima volta nella storia del Forte Belvedere, un'installazione d'arte contemporanea rompe il paradigma della temporaneità per diventare un'opera permanente, segnando il primo fondamentale tassello di un possibile museo a cielo aperto.
Il ritrovamento e il progetto di ripristino
La rinascita dell'opera scaturisce da una straordinaria scoperta archeologica e documentale. Per quasi cinquant'anni, la base dell'installazione — un tondo in cemento bianco inciso a mano da Karavan — è rimasta dimenticata sotto pochi centimetri di ghiaia sulle terrazze del Forte. Il suo riaffioramento ha riportato alla luce la potente iscrizione: «Gli ulivi devono essere i nostri confini / La linea degli ulivi in memoria di La Pira».
Un messaggio profetico, legato alla visione di pace e diplomazia delle città promossa dallo storico Sindaco di Firenze Giorgio La Pira, che l'Amministrazione comunale ha scelto di rendere permanente. Il progetto di ripristino dell'installazione — integrata con i sette ulivi originariamente previsti e guidata dal ricordo dei versetti di pace scritti da Karavan — è stato curato dal Soprintendente ai Musei Comunali Carlo Francini d’intesa con Noa Karavan, figlia dell’artista, e promosso dalla Sindaca Sara Funaro e dall'Assessore alla Cultura Giovanni Bettarini.
La monografia edita da Gli Ori
In occasione della presentazione dell'opera viene inoltre illustrato il volume monografico "Dani Karavan - Uomo di pace. Dialogo con la Toscana" (edito da Gli Ori), che ripercorre il profondo e indissolubile legame tra lo scultore e la terra toscana: dagli studi giovanili sull'affresco all'Accademia di Belle Arti di Firenze nel 1956, fino alle storiche realizzazioni per la Collezione Gori alla Fattoria di Celle di Santomato, l'intervento a Calenzano con l'opera Tempo e le installazioni a Prato e Pistoia.
L'installazione "La linea della pace – La linea degli ulivi" è visitabile stabilmente all'interno del percorso espositivo del Forte Belvedere.