Dal 4 novembre a MAD Murate Art District un progetto espositivo di Roberto Ghezzi che invita a rileggere il rapporto tra la città e l’Arno
A sessant’anni dall’Alluvione del 4 novembre 1966, Firenze torna a confrontarsi con il proprio fiume attraverso il linguaggio dell’arte contemporanea. Dal 4 novembre 2026 (fino al 4 gennaio 2027) apre al pubblico ARNO - Storie di riconciliazione tra Firenze e il suo fiume, dell’artista Roberto Ghezzi, una mostra che, a partire da MAD Murate Art District, spazio del Comune di Firenze gestito da Fondazione MUS.E, si apre in un percorso diffuso che coinvolge il Museo dell’Opera del Duomo, il Cenacolo del Fuligno e la Chiesa di San Salvatore in Ognissanti invitando a rileggere il rapporto tra la città e l’Arno, trasformando la memoria di un evento traumatico in occasione di riflessione sul presente e sul futuro della relazione tra uomo e ambiente.
L’esposizione rappresenta la fase conclusiva del progetto artistico di Roberto Ghezzi, realizzato con il coordinamento di Niccolò Mannini, della project manager Debora Daddi, con la curatela di Valentina Gensini per gli spazi di MAD Murate Art District e con il coordinamento scientifico di Lucia Montuschi per la mostra diffusa.
Nell’ambito della programmazione di MAD Murate Art District, la mostra si inserisce nel Progetto Riva, in collaborazione con Ufficio Firenze Patrimonio Mondiale e rapporti con Unesco, Ministero della Cultura – Direzione regionale Musei nazionali Toscana, Opera di Santa Maria del Fiore, Università degli Studi di Firenze, CNR Consiglio Nazionale delle Ricerche e Inchiostro Nero ETS. ARNO - Storie di riconciliazione tra Firenze e il suo fiume propone un percorso nel quale il fiume non è soltanto soggetto della rappresentazione artistica, ma diventa parte attiva del processo creativo, capace di generare immagini, custodire tracce e restituire nuove prospettive sul paesaggio.ù
Il riferimento all'alluvione del 1966 conferisce al progetto una particolare intensità simbolica. Il fango che sessant'anni fa invase Firenze, devastando luoghi, abitazioni e opere d'arte, torna oggi nelle opere di Ghezzi come materia generativa, capace di lasciare segni e produrre nuove forme di conoscenza. Non si tratta di cancellare la memoria della distruzione, ma di affrontarla attraverso uno sguardo diverso, riconoscendo nel rapporto tra la città e il suo fiume una storia complessa, fatta di vulnerabilità, trasformazioni e possibilità di rinascita.
La mostra si sviluppa attraverso un percorso diffuso che coinvolge MAD Murate Art District, il Museo dell’Opera del Duomo, il Cenacolo del Fuligno e la Chiesa di San Salvatore in Ognissanti, luoghi emblematici della memoria dell’Alluvione, scelti per la loro storia e per il significato degli interventi di recupero e restauro che ne hanno accompagnato la rinascita.
MAD Murate Art District porta con sé una storia profondamente legata alle trasformazioni della città. Prima di diventare un centro di produzione di arte contemporanea, il complesso fu a lungo un convento di clausura - proprio per il refettorio delle Murate Vasari realizzò l’Ultima Cena, divenuta uno dei simboli dell’arte mutilata dall’Alluvione - e successivamente un carcere. Nel 1966, durante l’emergenza, i detenuti fuggirono dai tetti trovando spontaneo ricovero nelle abitazioni vicine, accolti dalle famiglie residenti nel quartiere.
Al Museo dell'Opera del Duomo, dove nel 1966 l'acqua raggiunse un'altezza di circa un metro e mezzo, la piena danneggiò gravemente capolavori artistici, come i grandi codici miniati già appartenenti alla Cattedrale e al Battistero e i modelli lignei della Cupola e delle facciate del Duomo, oltre al prezioso patrimonio archivistico. Il percorso espositivo interessa il cortile del Ticciati, in un luogo che testimonia come la distruzione abbia dato impulso a nuove pratiche di conservazione e tutela.
Il Cenacolo del Fuligno, invaso da circa due metri e mezzo d'acqua, vide minacciate opere di grande valore, tra cui la celebre Ultima Cena di Pietro Perugino. Dopo l'alluvione, gli ambienti furono utilizzati anche come deposito per opere d'arte danneggiate, prima della riapertura nel 1990: una vicenda che restituisce il senso di una memoria legata non soltanto alla perdita, ma anche alla cura e alla restituzione del patrimonio alla collettività.
Nella Chiesa di San Salvatore in Ognissanti, dove l'acqua raggiunse circa tre metri d'altezza, la piena devastò arredi e ambienti, arrivando a lambire gli affreschi di Domenico Ghirlandaio e Botticelli. Anche qui, gli interventi successivi all'alluvione contribuirono a rivelare testimonianze artistiche precedentemente nascoste, trasformando il percorso di recupero in un'occasione di nuova conoscenza.
Mercoledì 4 novembre il percorso espositivo prenderà avvio nelle diverse sedi nel corso della giornata. Il programma inizierà alle ore 9:00 al Cenacolo del Fuligno, per proseguire alle ore 11:00 nella Chiesa di San Salvatore in Ognissanti e alle ore 16:00 al Museo dell’Opera del Duomo. La giornata si concluderà alle ore 17:30 con l’inaugurazione a MAD Murate Art District e al Semiottagono delle Murate.
Attraverso questi luoghi, il progetto di Roberto Ghezzi costruisce un dialogo tra la memoria storica della città e le trasformazioni contemporanee del fiume. Le opere diventano strumenti per interrogare il rapporto tra patrimonio culturale e ambiente naturale, tra gli effetti dell'azione umana e la capacità della natura di trasformare continuamente la materia.
Arte, scienza ed educazione costituiscono inoltre dimensioni complementari del progetto, che affianca alla ricerca artistica momenti di approfondimento e partecipazione. Il programma prevede visite guidate, attività dedicate alle scuole, documentazione multimediale e laboratori interdisciplinari in collaborazione con l'Università degli Studi di Firenze, con l'obiettivo di coinvolgere pubblici diversi in una riflessione condivisa sulla memoria dell'alluvione e sulle sfide ecologiche contemporanee.
Arno - Storie di riconciliazione tra Firenze e il suo fiume è resa possibile grazie al contributo di Fondazione CR Firenze, CNA Firenze, Exclusive Connection, alla sponsorship di Unicoop Firenze, ML Systems, alla sponsorizzazione tecnica di Berti hi tech smart solution, Canottieri Comunali Firenze, alla collaborazione di Votto Film e alla partnership di Maschietto Editore per il catalogo che verrà presentato il 18 novembre presso MAD.
Dentro il contemporaneo, progetto nato dalla collaborazione tra Fondazione CR Firenze e MAD Murate Art District per dedicare percorsi di avvicinamento al contemporaneo a target specifici di cittadinanza, propone, in occasione della mostra Arno - Storie di riconciliazione tra Firenze e il suo fiume di Roberto Ghezzi, una serie di visite guidate e appuntamenti dedicati:
● martedì 10 novembre, ore 16:00 (Over 65)
Arno - Storie di riconciliazione tra Firenze e il suo fiume
una mostra tra arte, memoria e scienza
● mercoledì 25 novembre, ore 16:00 (Persone con disabilità e caregiver)
Arno - Storie di riconciliazione tra Firenze e il suo fiume
un percorso accessibile e partecipativo dedicato all’opera di Roberto Ghezzi e alla memoria dell’alluvione di Firenze
● venerdì 18 dicembre, ore 13:30 (Pillole d’arte contemporanea)
Roberto Ghezzi e l’Arno
un approfondimento sull’opera dedicata dall’artista al fiume e alla memoria dell’alluvione
● martedì 22 dicembre, ore 16:00 (Over 65)
I racconti dell’acqua
visita guidata alla scoperta di un percorso che esplora il fiume come custode di memorie e relazioni tra uomo e natura
● sabato 2 gennaio, ore 15:30 (famiglie con bambini)
I colori dell’acqua del fiume
un laboratorio creativo per bambini, per esplorare il rapporto tra acqua e natura attraverso la ricerca di Roberto Ghezzi
Inoltre, il public program dedicato alla mostra prevede un incontro di approfondimento:
● mercoledì 18 novembre, ore 17:00
intervento a cura di Valentina Raimondi e Guia Morelli incentrato sulle loro ricerche relative alla presenza di microplastiche e microfibre nel fiume Arno
Per maggiori informazioni: info.mad@musefirenze.it